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se hai più di sedici anni, puoi scrivere a: liciniana@tiscali.it

Associazione Culturale Liciniana

Con il contributo e patrocinio di:

Regione del Veneto

Provincia di Udine

Comune di Martignacco

Comune di Portobuffolè

Consorzio Intercomunale CulturaNuova

AIAT di Udine


Con il patrocinio di:

Regione Friuli Venezia Giulia

Civici Musei di Udine

Provincia di Venezia

Provincia di Treviso

Club UNESCO di Udine

Università degli Studi di Roma Torvergata

Università degli Studi di Udine


Comitato d'onore

Riccardo Illi, Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia

Natale Labia, Prefetto di Treviso

Camillo Andreana, Prefetto di Udine

Leonardo Muraro, Presidente della Provincia di Treviso

Marzio Strassoldo, Presidente della Provincia di Udine

Davide Zoggia, Presidente della Provincia di Venezia

Alessandro Finazzi Agrò, Rettore dell'Università degli Studi di Roma Trovergata

Furio Honsell, Rettore dell'Università degli Studi di Udine



APPUNTAMENTI a MARTIGNACCO (2005)

domenica 25 settembre alle ore 11 arti visive
inaugurazione della mostra alla presenza
delle Autorità e degli artisti
commento critico di Enzo Santese
venerdi 14 ottobre alle ore 21 musica
Anna Govetto e Fabrizio Furci
in
Concerto per flauto e chitarra
venerdi 21 ottobre alle ore 21 danza
Irea Tonchia e Federica Braidotti
in
Essere donna…
venerdi 28 ottobre alle ore 21 poesia
Bettina Carniato
in
Eclissi di luna (di Enzo Santese)


per visite guidate: info 333 9540078



La rassegna è visitabile presso la Casa di Gaia da Camino, Portobuffolè (Treviso) - dicembre 2005

e

Comune di Annone Veneto (Venezia) dal 5 agosto -3 settembre 2006

Enzo Santese

 

Nell’ambito della generica determinazione del Nord-Est, Friuli e Veneto, per la contiguità che li rende aree di grande circolazione di idee e ricettori di influenze esterne, costituisco il fulcro di quella dilatata concezione geografica la quale, anche sull’onda delle novità politiche di allargamento dell’unione europea, tende ad accorpare regioni di paesi contermini. In tale dinamica, innescata dall’estensione dell’impianto comunitario, il Nord-Est italiano conferma un trend già abbondantemente espresso nei tempi passati: quello di un perimetro pulsante d’esperienze sia nell’ambito più tradizionale (dalla pittura alla scultura, intese nel senso di un approccio diretto alla superficie o allo spazio), sia in quello fondato sulle nuove tecnologie, a cui attingono a piene mani soprattutto le sperimentazioni installative, videoartistiche, digitali. La parte nord-orientale della penisola si rivela una sorta di officina, dove confluiscono in tempo reale i segnali provenienti dal villaggio globale e si registrano gli slanci culturali recepiti nell’area mediterranea, da quella nordica e da quella est-europea. In aggiunta a ciò occorre sottolineare che Venezia, assieme a Lubiana e Vienna, è uno dei vertici di un triangolo tra i più attivi nella ricerca artistica sul piano internazionale. Il risultato di ciò si legge in un’atmosfera composita, che vibra per sollecitanti contributi ai valori autoctoni, innervati da molteplici influssi “esterni” che vengono in molti casi puntualmente sedimentati ed elaborati in esiti di sorprendente originalità.

Ricercare una specificità culturale ed espressiva non è agevole soprattutto in un tempo che tende ad omologare le intonazioni ed appiattire nell’uniformità le esperienze creative. Appunto per questo l’attuale rassegna, costituita da tre personalità artistiche del Friuli (Nilo Cabai, Giovanni Cavazzon, Arrigo Poz) e tre del Veneto (Franco Batacchi, Pino Castagna, Cesco Magnolato), mira a focalizzare nel panorama considerato alcune presenze per molti versi paradigmatiche sul piano dell’operatività, della concezione costruttiva in senso lato, degli esiti contrassegnati dal tratto delle singole sensibilità. Congiungendo passato e presente in un punto dove il concetto di “qui e ora” si protende a volte fino a quello di “altrove e sempre”, l’artista confina la propria inquietudine, generata da passaggi nodali della società contemporanea (come, per esempio, confronti violenti fra civiltà, conseguenze della recessione economica, inquinamento dell’ambiente al limite di guardia), nel territorio  rassicurante del mito, della memoria, della trasfigurazione del dato reale, dove reperire simboli da interpretare, elaborare e proporre oggi come antidoti alla negatività del quotidiano.

La mostra non intende tracciare una mappa ma, nella parzialità delle presenze, fissare dei punti fermi, quasi emblemi di un modo di concepire l’ambiente e le sue stratificazioni temporali con varietà di approcci e risultati, producendo a volte l’alchimia della trasformazione dell’invisibile nel visibile e l’evidenza dell’incorporeo nel corporeo, così come la tensione contraria, capace di far svaporare l’immagine di una realtà ben riconoscibile in puro ritmo spaziale o cadenza mentale.



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